Marcello Vinciguerra

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“Credi nei tuoi sogni e loro crederanno in te!”

Marcello Vinciguerra, Managing Director di Honda Italia

Ogni volta che rileggo questa frase di Soichiro Honda, si rinnovano in me la passione e la determinazione di perseguire gli obiettivi più sfidanti.

Un trasporto che ho imparato da bambino dalla persona che più di tutte ha inciso nella mia formazione, mio padre Umberto. Lui era un sognatore, ma molto concreto e determinato.

Mi raccontava delle sue esperienze, delle persone che gli avevano insegnato il mestiere.

Soprattutto mi parlava delle sue tante idee, dei progetti che portava avanti con entusiasmo.

È partito dal nulla e, con la sua forza, ha trasformato il suo mestiere di muratore in un progetto imprenditoriale che gli ha consentito di perseguire un sogno: condividere l’emozione del cliente nell’issare la bandiera sul tetto della sua casa, vedendola finalmente ultimata.

Da lui ho imparato il rispetto, la fatica, l’umiltà, ma anche la curiosità per il nuovo, la positività e la passione; e sono questi i valori che coltivo nella mia vita professionale, quotidianamente, con la fortuna di poterli mettere a frutto in un’azienda dalla cultura straordinaria.

Lavoro in Honda da ventidue anni con l’entusiasmo del primo giorno, perché respiro una concatenazione di sogni in successione, all’interno di un ambiente di lavoro dove ogni persona ha veramente l’opportunità di mettere a frutto le proprie idee.

Da quando ho iniziato a lavorare in amministrazione del personale, ho avuto la possibilità di portare avanti nuove proposte, anche in ambiti diversi dal mio ruolo e, nel far questo, ho sempre ricevuto segnali di incoraggiamento da parte di tutti coloro che lavorano assieme a me.

Aprire costantemente al nuovo con curiosità e sviluppare progetti di miglioramento, costituiscono i fattori che mi hanno accompagnato nel corso della mia carriera.

Ma è stata un’esperienza negativa a farmi crescere più delle altre!

Nel 2012, quando ho realizzato che avremmo dovuto riorganizzare l’azienda a seguito della crisi del settore due ruote, ho avuto l’opportunità di mettere in pratica i preziosi insegnamenti ricevuti da mio padre.

Partendo dal dialogo aperto con ogni singola persona dello stabilimento di Atessa, insieme al leadership team, abbiamo interiorizzato l’energia necessaria per trasformare quella situazione difficile in un progetto di risanamento e rafforzamento dell’azienda, con al centro la tutela del lavoro.

Il primo colloquio di mobilità mi ha segnato! Incontravo una persona che conoscevo da diversi anni, conoscevo il nome della moglie e dei loro figli. Ho iniziato illustrando le ragioni alla base del progetto di riorganizzazione e poi, guardandolo negli occhi, ho percepito le sue insicurezze, così mi sono messo al suo fianco e, con toni molto pacati, abbiamo analizzato insieme cosa fosse meglio per lui e la sua famiglia. Quando mi sono sentito dire: “Tutto chiaro, grazie, dimmi cosa devo fare, mi fido di te”, dentro di me è esploso, fortissimo, il senso di responsabilità e di rispetto.

Da quel giorno ho cominciato a considerare ogni singola storia umana come unica e, in una situazione così drammatica, ho sentito l’incredibile ritorno di fiducia.

Oggi il collega che avevo incontrato in quel fatidico mio primo colloquio continua a lavorare in azienda con un contratto di stagionalità.

Dal 2013 al 2016, un altro cambiamento: ho avuto l’opportunità di vivere in Gran Bretagna con la mia famiglia. Ancora una volta Honda mi ha permesso di vivere un’esperienza incredibile.

Confrontandomi in un ambiente internazionale, con culture molto diverse, ho trovato forza nei valori di sempre: il rispetto, la fatica, l’umiltà, ma soprattutto l’apertura al cambiamento.

Ancora oggi lo stimolo motivazionale che anima il mio entusiasmo è identico a quando iniziai questo meraviglioso percorso.

Anch’io, come mio padre, sono riuscito a perseguire il mio sogno: dare valore alle persone con le quali lavoro, trasmettendo il mio credo di fondo, riassumibile in una frase di Mazzini: “Pensiero e Azione”.